Analisi del rischio
"L’analisi del rischio", è un processo costituito da tre fasi strettamente connesse fra loro:
- la valutazione del rischio
- la gestione del rischio
- la comunicazione del rischio
a) La "valutazione del rischio", è un processo supportato da una base scientifica indipendente, obiettiva e trasparente. A sua volta si compone di 4 fasi:
- individuazione del pericolo
- caratterizzazione del pericolo
- valutazione dell'esposizione al pericolo
- caratterizzazione del rischio
In caso d'incertezza sul piano scientifico è necessario seguire il Principio di precauzione secondo cui possono essere adottate misure provvisorie di gestione del rischio necessarie per garantire un livello elevato di tutela della salute, in attesa di ulteriori informazioni scientifiche per una valutazione più esauriente del rischio.
b) La "gestione del rischio", è un processo che consiste nell'esaminare le diverse alternative d'intervento consultando tutte le parti interessate e tenendo conto di tutti i fattori coinvolti .
Tiene conto dei risultati della valutazione del rischio e si può ritenere una commistione tra gestione politica e valutazioni scientifiche.
c) La "comunicazione del rischio", è lo scambio continuo di informazioni e pareri riguardanti i vari aspetti di pericolo e i rischi tra responsabili della valutazione del rischio, i responsabili della gestione del rischio, i consumatori, le imprese alimentari e del settore dei mangimi, le università e altri interessati. Si inserisce direttamente nel settore tutela del consumatore.
L’analisi del rischio, nelle sue tre componenti costituisce il fondamento su cui si basa la politica di sicurezza degli alimenti.
Agisce attraverso interventi mirati, efficaci e proporzionati finalizzati alla tutela della salute pubblica.
Valutare i rischi e controllare le conseguenze che potrebbero derivare da essi è un lavoro imponente e delicato nonché un aspetto centrale della politica europea in tema di sicurezza alimentare. Imponente perché presuppone l’organizzazione metodica e sistematica delle tre distinte fasi di lavoro dell’analisi del rischio; delicato perché stabilire livelli di “rischio accettabili” richiede accurate e puntuali valutazioni.
Non bisogna dimenticare che non vi è campo dell’agire umano che sia esente da rischi; infatti anche la continua ricerca scientifica e tecnologica, approfondendo sempre di più le varie tematiche, pur trovando soluzioni pratiche e specifiche alle varie problematiche legate alla sicurezza degli alimenti, paradossalmente individua nel contempo sempre nuovi pericoli. Non esiste pertanto il “rischio zero”ma bisogna invece convivere con il concetto di “rischio accettabile”.


